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Menton · Côte d'Azur

93ème Fête du Citron®

Il limone di Mentone IGP: storia, stagione, varietà

Giallo brillante, profumato e senza amarezza, il frutto d’oro fa la fortuna di Mentone da cinque secoli. Tutelato dal 2015 da un’Indicazione Geografica Protetta europea, cresce solo in cinque comuni, tra mare e montagna.

Menton · Côte d'Azur

93ème Fête du Citron®

Il limone di Mentone IGP: storia, stagione, varietà

Giallo brillante, profumato e senza amarezza, il frutto d’oro fa la fortuna di Mentone da cinque secoli. Tutelato dal 2015 da un’Indicazione Geografica Protetta europea, cresce solo in cinque comuni, tra mare e montagna.

1471prima menzione scritta di limoni a Mentone
2015Indicazione Geografica Protetta europea
5comuni, 5 varietà
390 mdi altitudine massima, a meno di 7 km dal mare
Una bella leggenda accompagna le origini della città e del suo simbolo, il limone: Eva, cacciata dal paradiso terrestre insieme ad Adamo, portò con sé un frutto d’oro. Adamo, temendo la collera divina, le chiese di gettarlo. Dopo aver attraversato montagne, valli e pianure, scorsero la baia di Garavan. Il golfo, la dolcezza del clima, la vegetazione rigogliosa… tutto ricordava a Eva la dolcezza dell’Eden. Lì seppellì il limone. In quel luogo nacque un piccolo paradiso: Mentone.

Un frutto tutelato da un’IGP europea

Logo europeo Indicazione Geografica Protetta (IGP)Il limone di Mentone è un’Indicazione Geografica Protetta (IGP), registrata con il nome francese « Citron de Menton ». La Francia ne ha approvato il disciplinare con decreto del 2 dicembre 2014 e l’Unione europea l’ha registrata il 21 settembre 2015 (regolamento di esecuzione 2015/1756, pubblicato il 2 ottobre 2015). Da allora il nome è protetto in tutta Europa: solo i frutti conformi al disciplinare possono portarlo.

L’IGP è gestita dall’Associazione per la Promozione del Limone di Mentone (APCM), nata nel 2004 su iniziativa della Comunità d’agglomerazione della Riviera Francese. La conformità è verificata da un organismo di certificazione indipendente, CERTIPAQ, sotto l’autorità dell’INAO, l’istituto francese dell’origine e della qualità. Un aggiornamento del disciplinare è stato approvato dall’INAO nell’aprile 2026.

Possono portare questo nome solo i limoni coltivati e raccolti in cinque comuni delle Alpi Marittime:

Mentone
Roquebrune-Cap-Martin
Gorbio
Sainte-Agnès
Castellar

I frutteti devono inoltre trovarsi a non più di 7 km dal mare in linea d’aria e a non oltre 390 m di altitudine, su terrazze in pietra a secco chiamate restanques (le «fasce» liguri), in un terreno arenaceo e irrigabile.

Viale tra alberi di limone carichi di frutti in un frutteto
Frutteto di limoni a Mentone
© Città di Mentone

Ritratto del frutto

Giallo vivo, quasi fluorescenteGiallo chiaro o giallo verdastro a inizio stagione, giallo intenso e luminoso a piena maturazione, diventa quasi fluorescente nelle fresche notti d’inverno. Il colore si sviluppa sempre sulla pianta: non viene mai «sverdito» artificialmente.
Nessuna amarezzaIl succo, almeno il 25% del peso del frutto, è molto profumato, di acidità moderata e privo di amarezza. Il disciplinare impone un rapporto zuccheri/acidità compreso tra 1,2 e 2,2.
Un profumo di citronellaLa buccia, a grana fine e ben aderente agli spicchi, sprigiona note di citronella fresca quando la si rotola tra le dita.
Una buccia commestibileRaccolto a mano, non subisce alcun trattamento chimico dopo la raccolta e non viene mai cerato: la scorza si può usare senza timore, e il frutto si può persino mangiare così com’è.

Il frutto misura da 53 a 90 mm di diametro. Una parte è venduta con una o due foglie attaccate (almeno il 30% dei frutti quando si sceglie questa presentazione): a Mentone la foglia è insieme un segno di riconoscimento e una garanzia di freschezza. Secondo il disciplinare, un limone di Mentone tagliato a metà si conserva per diverse settimane.

Schema di un limone di Mentone intero e tagliato, con didascalie in francese: buccia, epidermide, albedo e succo
Caratteristiche del limone di Mentone IGP
© Città di Mentone

Un territorio unico, al limite nord degli agrumi

A 43,4° di latitudine nord, Mentone si trova al limite settentrionale della coltivazione del limone in piena terra. Il disciplinare la presenta come la zona di produzione più settentrionale del mondo; in Italia, però, alcuni limoni crescono ancora più a nord, a Monterosso o sulle rive del lago di Garda, ma in quantità molto ridotte.

  • Una barriera di montagne: il monte Agel, il Grammondo, il monte Ours e altre cime oltre i 1 000 m formano un anfiteatro che ferma i venti freddi da nord, nord-est e ovest. Passa solo una brezza marina che arieggia gli alberi.
  • Un clima mite e regolare: circa 10 °C d’inverno, 16 °C in primavera e in autunno, da 23 a 27 °C d’estate e circa 2 800 ore di sole all’anno. Le temperature del giorno e della notte sono vicine, il che dona al frutto il suo colore e la sua lunga conservazione.
  • Un’umidità quasi tropicale: l’umidità estiva sfiora il 75%, più che nelle altre regioni mediterranee produttrici di limoni. Le foschie estive attenuano il sole e limitano l’accumulo di zuccheri: da qui il gusto acidulo senza amarezza.
  • Un albero «quattro stagioni»: il limone fiorisce più volte l’anno e porta spesso nello stesso momento fiori, frutti verdi e frutti maturi.
  • L’acqua dei torrenti: il Fossan, il Careï, il Borrigo e il Gorbio alimentano le falde che permettono l’irrigazione estiva.
  • L’arenaria di Mentone: tra il mare e i massicci calcarei, una roccia arenacea dà terreni argillo-sabbiosi, ben aerati, con un pH vicino a 8.

Le varietà

Il disciplinare ammette cinque varietà di limone (Citrus limon), innestate su arancio amaro o su un portainnesto approvato dall’INRAE:

Adamo
Cerza
Eureka
Santa Teresa
«Menton» (SRA 625)

Storicamente i coltivatori mentonaschi coltivavano soprattutto la varietà locale «Menton». Molto sensibile al mal secco, malattia causata dal fungo Phoma tracheiphila che devastò i frutteti a partire dal 1956, è stata affiancata da quattro varietà più resistenti, scelte per la loro somiglianza con essa. Nel XIX secolo si distinguevano già diversi tipi di frutto: le bignettes dalla buccia sottile e molto succose, i sériesqués dalla buccia spessa e i rari bullotins, grossi e rugosi.

Quando si raccolgono i limoni di Mentone?

Piena stagione: dall’inverno alla primaveraIl limone di Mentone fiorisce più volte l’anno e il disciplinare consente la raccolta tutto l’anno, man mano che i frutti maturano. La raccolta inizia a dicembre, si intensifica a gennaio in vista della Fête du Citron® e prosegue fino alla primavera: la Coopérative de la Riviera Française vende i suoi limoni IGP da gennaio a maggio.

Gli antichi mentonaschi distinguevano tre raccolti: la prime fiou («primo fiore»), dai fiori di maggio, raccolta da ottobre a febbraio e la più ricercata per l’esportazione; la segunde fiou, a marzo, più fragile; e la verdame, d’estate. Nel 1804 lo storico Papon osservava che l’albero «produce 4 o 5 volte l’anno».

Dal frutteto al banco: un savoir-faire controllato

Nel fruttetoAlberi distanti almeno 4 m, potati ogni anno tra febbraio e settembre; i «succhioni», rami che sottraggono linfa, vengono eliminati regolarmente. La concimazione è organica e frazionata (prima della fioritura, all’allegagione e alla ripresa vegetativa autunnale).
La raccoltaA mano, frutto per frutto, in più passaggi, quando il colore è giusto. I limoni vengono posti in cassette o cartoni da 20 kg al massimo; i sacchi sono vietati per evitare il surriscaldamento.
In stazioneEntro 24 ore, ogni lotto riceve un numero che identifica il produttore, l’appezzamento e il giorno di raccolta. I frutti sono selezionati a mano su un solo strato, classificati (Extra e I categoria per la vendita fresca, II per la trasformazione) e calibrati.
La spedizioneIn colli da meno di 8 kg o vaschette da meno di 2 kg (solo categoria Extra), in imballaggi riciclabili, conservati tra 8 e 12 °C. I limoni partono al più tardi 7 giorni dopo la raccolta.
L’etichettaRiporta il nome «Citron de Menton» per esteso e il logo IGP dell’Unione europea, garanzia di un frutto controllato dall’albero al consumatore.

Grazie ai piccoli frutteti, alla potatura e a una ricca biodiversità, i trattamenti fitosanitari restano eccezionali. L’APCM ha installato arnie in molti frutteti per favorire l’impollinazione e, nel 2021, ha distribuito 5 000 larve di coccinelle contro gli afidi (articolo in francese).

Limoni maturi sui rami di un albero di limone
Limoni di Mentone IGP sull’albero
© Città di Mentone

Cinque secoli di storia: Mentone, terra dei frutti d’oro

Fotografia d'epoca di una donna mentonasca in abito lungo con una grande cesta sulla testa
Limonière a Mentone
© Archivi municipali di Mentone
1341Mentone, che viveva di cereali, vite e fichi, intensifica la coltivazione dell’olivo; compaiono i primi frantoi, poi i primi agrumi.
1471Un atto notarile cita un terreno piantato con «sessantasette alberi sitronarium»: la più antica traccia scritta di limoni a Mentone.
1495Due scudi d’oro pagano due carichi di «pomi d’arancio» inviati al duca d’Orléans da Girolamo Grimaldi: la prima esportazione conosciuta di agrumi mentonaschi.
1626Mentone appartiene ai principi di Monaco e, grazie al limone, diventa il centro economico e il primo porto del Principato. Sotto Onorato II, la vendita dei limoni è regolamentata; il prezzo è fissato nel 1655. Sette anni dopo, far pascolare il bestiame vicino ai limoni o coglierne i fiori costa uno scudo d’oro di multa, e i limoni compaiono negli atti notarili.
1671Il principe Luigi I, nipote di Onorato II, crea il Magistrat des citrons (Magistrato dei limoni): diciotto membri nominati ogni anno, tra cui Adhémar de Lantagnac e Honoré de Monléon. Fissano i prezzi, organizzano raccolta e vendita, combattono le frodi (la tassa sui limoni è una risorsa preziosa per il principe) e proteggono i piccoli produttori dai grandi mercanti.
1693Nel 1683 un’ordinanza regola coltivazione, vendita e pascolo, e crea una prima Polizia del limone che sorveglia mulattieri e barcaioli. Nel 1693 i frutti vengono calibrati con anelli di ferro, gli spetzins. All’epoca solo Mentone e Sanremo dispongono di un’istituzione simile.
1701Il principe Antonio I crea il Magistrato di sanità, incaricato dello stato sanitario dei frutti esportati. La raccolta è suddivisa in otto settori, dalle colline al mare, e l’imballaggio dei limoni destinati all’esportazione è regolamentato nel 1733.
1740-1840L’età dell’oro. Intorno al 1810 il comune conta circa 80 000 limoni che producono da 12 a 16 milioni di frutti l’anno. Contati uno a uno, calibrati, avvolti in carta velina di Genova, i limoni partono in casse di faggio: le «lyonnaises» da 500 frutti per la Francia, le «flandrines» da 400 per il Nord Europa, le «messinoises» da 360 per l’America. Li ricevono Amburgo, Amsterdam, Danzica, Varsavia e San Pietroburgo.
1793Il Magistrato dei limoni viene sospeso, nonostante i mentonaschi ne chiedano il ritorno. Il consiglio municipale crea un Comitato dei limoni di sei membri, che impone di raccogliere a piedi nudi per non rovinare terra e alberi con le scarpe chiodate. Nel 1808 viene istituita una Polizia del limone con agenti nominati dal prefetto; Charles-Antoine Villarey presiede il Comitato.
1818Il principe Onorato V riorganizza la Polizia del limone. I frutti sono depositati nei magazzini comunali, contati uno a uno (non pesati), misurati con gli anelli e classificati in tre qualità: «de mesure», «médiocre» e «de rebut». Vengono poi avvolti nella carta velina di Genova, l’unica che li conserva, e sistemati in casse su misura di faggio, un legno flessibile che attutisce gli urti.
1860La regione esporta ancora circa 35 milioni di limoni l’anno, verso Inghilterra, Germania, Russia e Nord America.
1861Mentone diventa francese; da allora negli archivi della città non compare più alcun regolamento sul limone. Il declino accelera: due gelate eccezionali, appezzamenti molto frammentati, nessun vero porto commerciale e trattati doganali (1861 e 1866) che favoriscono i limoni italiani e spagnoli. Il turismo prende il sopravvento: la stazione climatica lanciata dal dottor James Henry Bennett, l’arrivo della ferrovia e la «Côte d’Azur», battezzata da Stéphen Liégeard nel 1887, fanno vendere i terreni agricoli ad alberghi e ville.
1934Il frutto d’oro diventa il protagonista della Fête du Citron®. Nel 1950 a Mentone restano solo sette commercianti di limoni.
1956Dopo la Prima guerra mondiale, che ha portato via una generazione di agricoltori, una terribile gelata e il mal secco decimano i limoni. L’esodo rurale chiude una coltura sviluppata per cinque secoli; le terrazze abbandonate diventano vulnerabili alle intemperie e agli incendi.
1992Rinascita: il comune sostiene economicamente gli agrumicoltori e tutela i terreni agricoli. Con l’INRA, l’istituto francese di ricerca agronomica, vengono creati frutteti sperimentali.
2004Nasce l’APCM. Tra il 2004 e il 2012 vengono piantati o recuperati 3 000 limoni, portandone il numero a 5 000 nella zona di produzione.
2015L’Unione europea riconosce l’IGP «Citron de Menton». Nell’aprile 2016 il comune, a sua volta produttore e socio dell’APCM, vende per la prima volta ai mentonaschi gli agrumi dei suoi giardini, coltivati senza pesticidi: 585 kg di limoni vanno via in poche ore. Li hanno raccolti diciotto lavoratori dell’ESAT di Mentone, un centro di inserimento lavorativo che funge da stazione di confezionamento.
2026La Confrérie des Magistrats du Citron de Menton, confraternita sostenuta dall’APCM, fa rivivere lo spirito del Magistrato del 1671 e tiene il suo primo Capitolo a Mentone il 27 settembre.
Fotografia d'epoca di lavoratori in posa dietro un grande mucchio di limoni in un magazzino
Mentone: interno di un magazzino di limoni
Service des archives de la Ville de Menton

La filiera oggi

  • L’APCM gestisce l’IGP, riunisce produttori e trasformatori e porta avanti azioni a favore della biodiversità.
  • La Coopérative de la Riviera Française, ex cooperativa Les Hespérides, è una cooperativa di interesse collettivo che riunisce produttori, acquirenti, enti locali, cittadini e dipendenti. La sua stazione di confezionamento, abilitata da CERTIPAQ dal febbraio 2023, è l’ultimo anello che rilascia il marchio IGP; collabora con l’ESAT di Mentone.
  • La città di Mentone coltiva i propri agrumi nel giardino del Palais de Carnolès e nel frutteto della Casetta. Acquistata alla fine degli anni Cinquanta nel riparato quartiere di Garavan, la Casetta conta circa 250 alberi e un centinaio di varietà di agrumi, tra cui le cinque varietà dell’IGP.
  • La Confrérie des Magistrats du Citron de Menton promuove il frutto d’oro e il suo savoir-faire.

La produzione resta molto limitata: circa 100 tonnellate nel 2012, con un obiettivo di 200 tonnellate. È ciò che rende il limone di Mentone così prezioso.

In cucina: il «caviale» degli chef

Il suo profumo, il succo senza amarezza e la scorza non trattata ne fanno un riferimento della grande ristorazione. Il disciplinare cita in particolare Alain Ducasse, Paul Bocuse, i fratelli Troisgros, Alain Llorca e Mauro Colagreco; Joël Robuchon lo riassume così: «profumo unico, sapore delicatamente acidulo, scorza molto profumata». A Mentone lo chef Mauro Colagreco raccoglie i limoni nel giardino del suo ristorante, il Mirazur, eletto miglior ristorante del mondo nel 2019: leggete la nostra intervista allo chef, in cui racconta come coltiva e cucina il limone di Mentone.

  • La scorza: grattugiata su pesce, risotto o dolci. Niente cera, quindi nessun bisogno di spazzolarla.
  • Il succo: delicato e profumato, esalta una vinaigrette o una tartare senza coprire gli altri sapori.
  • Il frutto intero: candito sotto sale o nello zucchero, in marmellata, in liquore o per aromatizzare l’olio d’oliva.

Come tutti i limoni, è ricco di vitamina C: circa 50 mg per 100 g di polpa.

Quattro ricette semplici con il limone di Mentone

Limoncello fatto in casaPrelevate la scorza di 8 limoni, senza la parte bianca, e lasciatela in infusione per una settimana in 1 litro di alcol a 90°. Aggiungete uno sciroppo raffreddato (1 litro d’acqua, 700 g di zucchero), filtrate, imbottigliate e aspettate un’altra settimana. Da servire ben freddo.
Limoni sotto saleIncidete i limoni a croce senza separarli, riempiteli di sale grosso, pressateli in un barattolo e copriteli di succo di limone. Aspettate quattro settimane: la buccia candita profuma tajine, pesce e insalate.
Crostata al limoneSbattete 3 uova, 150 g di zucchero, il succo e la scorza di 3 limoni, fate addensare a bagnomaria, poi incorporate 100 g di burro. Versate su una base di pasta frolla cotta in bianco e lasciate rassodare in frigorifero.
Carpaccio veloceSu un pesce crudo o su fettine sottili di limone, un filo d’olio d’oliva, la scorza grattugiata, qualche goccia di succo e un pizzico di fior di sale. Il limone di Mentone, senza amarezza, non copre nulla.

Il limone e la Fête du Citron®

Nel 1929 Mentone era ancora il primo produttore di limoni del continente. Un albergatore organizzò una mostra di fiori e agrumi nei giardini dell’Hôtel Riviera; l’anno seguente carri di aranci e limoni sfilarono per le strade. La Fête du Citron® è nata nel 1934 e dal 1936 i motivi di agrumi sono esposti nei Giardini Biovès. È diventata uno degli eventi più popolari della Costa Azzurra.

Gli agrumi della Fête vengono da Mentone?No, ed è una scelta voluta. L’intera produzione mentonasca non basterebbe a rivestire i carri e i motivi giganti, e un frutto così raro merita di finire sulla tavola dei buongustai. Dopo la Fête nulla va sprecato: gli agrumi vengono staccati dai motivi, selezionati, e i più belli sono venduti all’ingresso dei Giardini Biovès, per diventare succhi, liquori o marmellate.

Dove vedere e comprare il limone di Mentone?

Durante la Fête du Citron®A febbraio, i banchi dei produttori propongono il limone di Mentone e le sue specialità: marmellate, liquori, oli aromatizzati…
Al mercato e nei negoziAl mercato coperto (Les Halles) di Mentone e nei negozi della città, durante la stagione.
Dai produttoriLa Coopérative de la Riviera Française e l’APCM vi indirizzano verso i produttori IGP della zona di Mentone.
Al Palais de CarnolèsIl giardino del palazzo ospita una collezione di agrumi riconosciuta dal Conservatorio francese delle collezioni vegetali specializzate, con un centinaio di varietà, tra cui il «citron du pays».

Visitare un frutteto: durante la Fête du Citron®, alcuni produttori aprono i loro frutteti per visite e degustazioni. Il programma è pubblicato ogni anno nella sezione Visite & attività.

E per coltivarlo a casa: i nostri consigli su come si pianta un limone.

Domande frequenti

La raccolta è consentita tutto l’anno, a mano, man mano che i frutti maturano. La piena stagione va da dicembre alla primavera; si trovano soprattutto da gennaio a maggio, e d’inverno sono al massimo del loro giallo.
Dal 2015: l’Unione europea ha registrato l’Indicazione Geografica Protetta «Citron de Menton» il 21 settembre 2015, dopo l’approvazione francese del dicembre 2014.
In cinque comuni delle Alpi Marittime, Mentone, Roquebrune-Cap-Martin, Gorbio, Sainte-Agnès e Castellar, in frutteti a terrazze situati a meno di 7 km dal mare e a non oltre 390 m di altitudine.
L’IGP ammette cinque varietà: Adamo, Cerza, Eureka, Santa Teresa e la varietà locale «Menton» (SRA 625).
Il succo è molto profumato, di acidità moderata e senza amarezza, e la buccia sprigiona note di citronella fresca. È più delicato della maggior parte dei limoni, il che spiega la sua fama tra gli chef.
Sì. Non subisce alcun trattamento chimico dopo la raccolta e non viene mai cerato: la scorza si può grattugiare o candire senza precauzioni particolari.
Sì. Il succo è delicato e senza amarezza, e la buccia non è né cerata né trattata dopo la raccolta: si può mangiare a fette, al naturale o con un po’ di zucchero, e utilizzare tutto il frutto, scorza compresa.
Il limone vi è coltivato dal XV secolo. Dal XVII al XIX secolo è stato la principale ricchezza della città, regolamentato dal 1671 dal Magistrato dei limoni ed esportato a milioni in tutta Europa. Il suo clima riparato ne fa uno dei luoghi più settentrionali in cui il limone cresce in piena terra.
Un consiglio di diciotto membri creato nel 1671 dal principe Luigi I di Monaco per organizzare la raccolta, fissare i prezzi e proteggere i piccoli produttori. La Confrérie des Magistrats du Citron de Menton, fondata di recente, ne perpetua oggi lo spirito.
Al mercato coperto e nei negozi di Mentone, ai banchi dei produttori durante la Fête du Citron®, oppure presso la Coopérative de la Riviera Française e i produttori dell’APCM. Verificate la presenza del nome «Citron de Menton» e del logo IGP europeo.
Sì, in particolare durante la Fête du Citron®: alcuni produttori propongono visite dei loro frutteti e degustazioni. Il programma è pubblicato ogni anno nella sezione Visite & attività del sito della Fête.
No. Il limone di Mentone IGP è raro e la sua produzione non basterebbe per i carri e i motivi giganti; è riservato alla gastronomia. Dopo la Fête, gli agrumi dei motivi vengono selezionati e i più belli sono venduti davanti ai Giardini Biovès.
È un frutto: un agrume prodotto dal limone (Citrus limon), un albero della famiglia delle Rutacee.

Fonti


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